Era Della Luce

L'AMICO DOMENICO
view post Posted on 30/11/2009, 00:42
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 8/12/2009, 00:10


Scrivo questo dopo aver rivisto su RAI 1 la storia (riassunta e mutilata) del dottor Giuseppe Moscati, il medico Santo di Napoli canonizzato da Papa Giovanni Paolo II° nel 1987, che è considerato uno dei Santi più popolari del XX° secolo.
Sulla sua vita, nel 2007, è stato realizzato su RAI1 uno sceneggiato in due serate, interpretato egregiamente da uno splendido Giuseppe Fiorello.
Io non lo avevo mai sentito nominare e, di conseguenza quando il giorno 26 settembre 2007 una mia amica mi incaricò di chiedere alla mia Guida Francesco, notizie di questo medico, io pensavo che fosse un medico del suo paese e che lei lo avesse conosciuto.
Grande fu la sorpresa, quando Francesco lo ha messo in contatto con me attraverso la scrittura automatica, perché senza che io sapessi assolutamente nulla di lui, mi arrivò questo messaggio:

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Caro fratello Domenico, noi non ci siamo mai conosciuti, ed anche tu non mi avevi mai sentito nominare prima che la sorella L...... mi facesse conoscere.
Sì, sono stato un medico, e il mio merito, quello che mi ha concesso di arrivare subito alla Luce di Dio, è stato il fatto che io, oltre al corpo, mi preoccupavo soprattutto, di curare l’anima, che in fondo è la parte migliore di noi, e solo curando l’anima, potevo sperare di avvantaggiare o addirittura guarire il corpo.
Dicono che ho fatto del bene a moltissimi, ma non me ne sono mai reso conto, era una cosa talmente naturale e spontanea, per me, che non mi accorgevo di questo e, di conseguenza, non ne traevo né meriti né guadagni superiori al lecito.
Forse è questo che ha così favorevolmente colpito i miei contemporanei, ma io non mi sono mai dato nessun merito, perché tutto, per me, veniva da Dio, ed io glielo rendevo con gratitudine per avermelo concesso.
Questa, in poche parole è stata la mia missione sulla terra, e con l’aiuto del Padre e del Cristo Gesù, penso di continuarla anche nella Luce di Dio, per donare pace e sollievo ai fratelli e alle sorelle che si rivolgeranno a me con fede e speranza.
........................... (omissis)..........
GIUSEPPE +

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Un giorno o due dopo in TV fu trasmesso lo sceneggiato.

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Qui mi fermo e scrivo sotto: PRIMA PUNTATA, poiché la storia è abbastanza lunga e se la metto tutta insieme corro il rischio di stancarvi, quindi per oggi basta così.
Riprenderò la storia dopo che l'avrete letta tutti, cioé fra qualche giorno.

 
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view post Posted on 2/12/2009, 00:33
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I MESSAGGI DEL DOTT. GIUSEPPE MOSCATI.
(seconda puntata)



Chiedo scusa ho sbagliato e rifaccio tutto, perché stasera i tasti di cancellazione sono spenti.

 
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view post Posted on 2/12/2009, 00:55
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I MESSAGGI DEL DOTT. GIUSEPPE MOSCATI
(seconda puntata)


Poco tempo dopo, durante un’altra seduta di scrittura, volli chiedere di nuovo a Francesco una spiegazione su quanto era capitato, e la sua risposta fu la seguente:


So che il contatto con la grande Luce del fratello Giuseppe Moscati, ha creato un certo fermento fra di voi, unito anche al fatto che la televisione, nello stesso giorno e a tua insaputa, ne aveva programmato il film della sua vita.
La tua domanda circa ciò che è successo e ciò che accadrà, merita una risposta che non mi compete, e che devo chiedere ad un'altra Entità che ti risponda nel modo giusto.



Caro Domenico, ora noi due abbiamo una cosa importante da dirci, e cioè da questo momento inizierà fra noi una importante forma di collaborazione, tramite la quale tu diventerai il mio portavoce, e mi aiuterai per quella che sarà la mia missione su questa terra.
Ho scelto te perché anche tu sei stato un medico, e in un certo senso, ti sei comportato secondo le mie stesse teorie, e ieri sera me lo hai confermato quando, commosso dalle mie vicissitudini, lo hai confermato.
Sì, sono Giuseppe Moscati, e da oggi sarò per te e per tutti, semplicemente il vostro fratello Giuseppe.
Tu da anni sei in contatto col medico Eusebio e col medico Giacomo, che tante belle cose hanno potuto fare tramite te. Questi fratelli non se ne andranno, ma anzi, rimarranno con noi e faranno parte integrante del nostro staff, per dirla con una parola moderna.
Saremo il “Centro Medico Spirituale”, ed agiremo secondo le direttive che perverranno dallo stesso Padre, che guiderà il nostro operato in ogni momento.
D’ora in avanti, quando qualche fratello o qualche sorella ti chiederà un parere medico, tu farai capo a me, chiamami e noi tre verremo da te ad ascoltare e a visitare la persona, anche se sarò io il, diciamo, primario, ed Eusebio e Giacomo i miei assistenti.
Loro hanno accettato questa situazione, così nuova, con entusiasmo, perché hanno capito che assieme a me faranno molta strada nella loro crescita spirituale.
Dopo ti farò parlare con loro, adesso devo parlarti di me.
Come hai visto nel film e letto nelle mie biografie, io ho sempre considerato la mia professione come una missione di apostolato, ed utilizzavo ciò che guadagnavo visitando i ricchi, per aiutare i poveri, aggiungendo talmente tanto di mio, da rimanere solo con l’unica proprietà della casa dei miei genitori e quei pochi mobili che mi servivano per mangiare, dormire e ricevere gli ammalati, ma tutto questo non mi toccava, quello che contava era solamente la convinzione di poter salvare più corpi e più anime possibile. La mia morte, che è arrivata quando ancora avrei avuto moltissimo da dare, è stato il dono che il Padre mi ha fatto, togliendomi dal mare di dolore e di sofferenze nel quale ormai navigavo con amore, da tanti anni.
Il film e le mie biografie non danno il quadro completo del mio agire, poiché il mio mondo interiore, i miei dialoghi con Dio, l’immensità dell’amore che provavo per la mia gente, erano racchiuse nello scrigno del mio cuore, e nessun biografo le ha mai potute vedere, ma erano veramente grandi.
Forse quello che ho detto può sembrare un vanto, un modo di mettermi in mostra e di gloriarmi, ma non è assolutamente così, è solo un inno di gloria e di ringraziamento che io rivolgo al Padre, al Figlio e allo Spirito d’Amore, perché tutto ciò che io ho fatto, l’ho fatto su ispirazione della Santissima Trinità e non per mia volontà, o meglio, la mia volontà è servita solo per eseguire la volontà di Dio.
In ogni essere umano sofferente, io vedevo Gesù sofferente, e come tale io lo consideravo. Vedevo poi, dentro ogni corpo, che esisteva un’anima, più o meno bella, più o meno pulita, e allora mi davo da fare per curare soprattutto questa, oltre al corpo, perché la guarigione di un’anima ammalata, era mille volte più importante della guarigione di un corpo.
Una delle mete che più mi prefiggevo, era vincere la sofferenza, e a questo fine avevo dedicato il mio tempo libero dal lavoro e dalla preghiera, alla ricerca scientifica, per scoprire sempre più cose che mi potessero aiutare nella mia battaglia.
Ecco anche uno dei motivi che mi impedirono di formare una famiglia: perché me ne mancava il tempo.
Alcuni degli episodi che hanno presentato nel film sono realmente accaduti, altri sono stati molto romanzati, specialmente i miei rapporti con il carissimo amico Giorgio, ma l’ultimo, quello del nostro incontro nella casa deserta, quando io gli consegnai l’anello della madre e gli dissi che il bambino Antonio era suo figlio, è pura verità, come fu pura verità il fatto che in quel momento si stava svolgendo il funerale del mio corpo, e quello che parlò con Giorgio e che lo abbracciò nel salutarlo, era solo la mia immagine che il Padre mi aveva permesso di materializzare, per poter fare l’ultima delle mie buone azioni.
Ma, ripeto, non dico ciò per vantarmi, ma solo per glorificare la potenza e l’Amore che Dio riversò su di me, e che io, nel mio piccolo, cercai di restituirgli amando il mio prossimo e, in un certo senso, dando la mia vita per poterlo aiutare meglio.
Ma avremo modo in seguito di approfondire queste cose, perché un lungo cammino di lavoro ci aspetta, te, me, Francesco, Eusebio, Giacomo e chi altri vorrà darci una mano.
Nell’attesa di cominciare, io ti saluto e ti do la mia benedizione, che arriva direttamente da Dio.
Prima di andare, però, voglio che anche i tuoi amici ti possano salutare.
Che la Luce di Dio sia sempre su di voi.
GIUSEPPE.


Immediatamente sono seguiti i messaggi dei miei amici medici che da anni mi seguono con i loro consigli, i quali adesso sono stati nominati "Assistenti" di Moscati e assieme a lui hanno formato il C.M.S. ovvero il Centro Medico Spirituale.


Caro Domenico, sono Eusebio. Sono senza parole per l’onore che mi è stato fatto da questa grande Luce che mi ha voluto come suo collaboratore.
D’ora in avanti sarà lui a parlare, ma ricorda che io e Giacomo gli saremo sempre vicini, e di conseguenza, anche noi saremo con te e con i fratelli che chiederanno il nostro aiuto.
Io non ho parole per ringraziarti per tutto il bene che mi hai fatto, dandomi la possibilità, prima, di uscire dal buio, poi di conoscere Giacomo che mi ha guidato alla Luce di Dio, ed infine il fratello Giuseppe che mi ha scelto come suo aiutante.
Sono felice e ringrazio Dio per aver concesso a me, ultimo dei peccatori, di arrivare dove mi hanno portato.
Grazie a tutti, e che Dio vi benedica.
EUSEBIO.

Caro Domenico, ci sono anch’io, Giacomo.
Anch’io sono al culmine della felicità per quello che è successo e che succederà d’ora in avanti, ed anche io devo ringraziare, prima di tutti, L...., che mi ha fatto conoscere da te, poi la tua Guida Francesco che ci guida la mano, ed infine tu che sei stato il nostro portavoce ed amanuense.
Grazie, grazie di cuore a tutti.
Ti prego di portare il mio particolare saluto a L... e ad I...., che fra non molto tempo potrò rivedere di persona, e a te, ancora, il mio grazie più sincero e la mia benedizione.
GIACOMO.
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Da quel giorno è iniziata una bellissima collaborazione che dura tutt’ora, e che da pochi giorni si è arricchita di un nuovo arrivo, il dottor Alberto Rinaldi, di cui parlerò un’altra volta, adesso è un po’ prematuro.


 
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view post Posted on 7/12/2009, 17:22
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 8/12/2009, 00:10


Continuerò in altra occasione la storia del mio contatto con il Dottore Santo Giuseppe Moscati, perché oggi voglio portarvi un altro documento che reputo molto interessante.
Si tratta di uno scritto che ho fatto oggi e che penso possa aiutare anche molte altre persone che si trovano nella stessa situazione di D.....a, una mamma orfana che mi è venuta a trovare e alla quale avevo promesso un secondo appuntamento col figlio M....o, che si era manifestato per la prima volta nel settembre scorso, ma il cui messaggio era stato molto scarno poiché era la prima volta che comunicava ed era ancora debole.
Oggi la sua voce si è alzata forte e chiara, e questo è stato quanto mi è stato suggerito e che segue una bella spiegazione di Francesco.
Metterò in risalto utilizzando il colore, sia la voce di Francesco che la voce di M..... (è chiaro che con "voce" intendo lo scritto e non la parola udibile)


Sono Francesco, fratello ti saluto e saluto anche la sorella D.....a che è con te.
Vengo subito al nocciolo della questione, e cioè a cercare il fratello M....o, per farlo comunicare con la sua mamma così piena di dubbi e di incertezze.
Lo so che non è facile, specie per un genitore, accettare la scomparse di un figlio, perché siamo umani e ragioniamo da umani, quindi per noi la morte, anziché l’inizio, come è, è la fine di tutto.
Purtroppo è una cosa difficilissima riuscire a capire il meccanismo di tutto questo, e solo dopo che anche noi saremo di nuovo rientrati nel mondo dello Spirito, capiremo quale è il disegno di Dio nei nostri confronti.
Lo vedi bene, e i tuoi oltre trent’anni di esperienza ti hanno insegnato che anche davanti all’ evidenza, il dubbio tormenta continuamente la nostra mente e il nostro cervello.
Sì, è veramente difficile spiegare le cose dello Spirito con le parole e la mentalità umane: solo la Fede può aiutare, ma quella è una delle Virtù più difficili da ottenere, perché il nostro cervello lavora sempre all’ombra del dubbio.
Noi siamo sì spirito, ma durante la vita umana siamo più che altro materia, e la materia deve vedere, toccare, verificare con tutti i sensi del corpo, prima di poter avere la certezza nell’anima.
Ma adesso basta teorie, perché non voglio stancare, e torniamo lì, sulla terra, a vedere la realtà.
Io chiamerò M....o, perché lo avevo promesso, e come aveva promesso anche lui, ma non sono in grado di vedere né di sentire ciò che lui vi dirà: è il suo libero arbitrio, nel quale può essere solo lui a decidere.
Gli cedo la penna.


Mamma carissima, sei tornata a cercarmi, ed io sono ancora qui a risponderti.
Tu non riesci ancora a convincerti, e ti capisco perfettamente, perché non sei in grado di poter vedere dove mi trovo e come sto trascorrendo il “non tempo” che mi circonda.
Sì, ho detto “non tempo”, perché qui nel mondo della Luce di Dio, è un eterno e immutabile “presente”, nel quale la nostra anima, viva e vitale, evolve e si trasforma.
Tu vuoi sapere com’è il luogo dove mi trovo, ed io cerco di spiegartelo, ma per farti capire devo usare termini ed esempi umani e materiali, perché se usassi il linguaggio reale, cioè quello che si parla qui, non capiresti una sola parola.
Il cosiddetto “luogo” si presenta come un meraviglioso panorama terrestre , con valli ampie e verdeggianti coperte di fiori e di alberi variopinti come lo sono sulla terra in autunno, e fiumi, ruscelli, cascate e fonti zampillanti, e intorno meravigliose montagne coperte di neve e con laghi azzurri.
Qui viviamo in serenità, circondati da bellissimi animali, e farfalle e uccelli che rallegrano la vista, immersi in una musica meravigliosa che risuona nell’aria che è impregnata del profumo dei fiori. E siamo in tanti, e conversiamo fra noi, discutendo sulle grandi Verità rivelate da Dio, e nello stesso tempo, imparando o lavorando a seconda degli incarichi che abbiamo ricevuto.
A tutto questo devi aggiungere il nostro principale compito, che è quello di stare vicini alle persone care, per aiutarle e per proteggerle.
A me è stato affidato il compito spirituale di ricevere ragazzi come me, che hanno avuto lo stesso tragico destino e che sono trapassati in seguito ad incidenti di tutti i tipi.
Arrivano quassù (come era successo a me) confusi e frastornati, e allora è compito di spiriti che hanno già vissuta la stessa esperienza, di accoglierli dopo il loro risveglio dal sonno ristoratore, per reintrodurli nella realtà e metterli al corrente della verità.
Questo dunque, al momento, è il mio compito che contemporaneamente fa salire anche me nella strada che porta a Dio, ma per questo c’è tempo, sì, molto tempo (per te) ma non per me.
Ancora non sono riuscito ad entrare nei tuoi sogni, perché tu, con i tuoi dubbi ancora molto forti, mi hai alzato come una cortina di piombo che mi impedisce di entrare nella tua mente.
Se vuoi sentirmi o vedermi, devi togliere questa barriera, e vedo già che non sarà una cosa facile, ma non impossibile: dipende tutto da te, aiutami e io ti aiuterò.
Ora basta, cara mamma, perché ti ho ormai detto tutto ciò che dovevo, per il momento, dirti. Restituisco la penna a Francesco, ringrazio lui e Domenico per l’aiuto, e ti abbraccio con tutto l’amore possibile di un figlio per la sua mamma, e vi benedico tutti.
M....O.


Sono di nuovo io, Francesco.
Spero che la sorella D.....a sia rimasta contenta. Di più non potevano permetterci.
Vi benedico e vi saluto entrambi.
FRANCESCO. +


Non aggiungo nessun commento, tocca a voi leggere ed eventualmente commentare.

 
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