 Millennium Member
 Group: Moderatore SezionePosts: 1125 Status:  | |
| I MESSAGGI DEL DOTT. GIUSEPPE MOSCATI (seconda puntata) Poco tempo dopo, durante un’altra seduta di scrittura, volli chiedere di nuovo a Francesco una spiegazione su quanto era capitato, e la sua risposta fu la seguente: So che il contatto con la grande Luce del fratello Giuseppe Moscati, ha creato un certo fermento fra di voi, unito anche al fatto che la televisione, nello stesso giorno e a tua insaputa, ne aveva programmato il film della sua vita. La tua domanda circa ciò che è successo e ciò che accadrà, merita una risposta che non mi compete, e che devo chiedere ad un'altra Entità che ti risponda nel modo giusto.
Caro Domenico, ora noi due abbiamo una cosa importante da dirci, e cioè da questo momento inizierà fra noi una importante forma di collaborazione, tramite la quale tu diventerai il mio portavoce, e mi aiuterai per quella che sarà la mia missione su questa terra. Ho scelto te perché anche tu sei stato un medico, e in un certo senso, ti sei comportato secondo le mie stesse teorie, e ieri sera me lo hai confermato quando, commosso dalle mie vicissitudini, lo hai confermato. Sì, sono Giuseppe Moscati, e da oggi sarò per te e per tutti, semplicemente il vostro fratello Giuseppe. Tu da anni sei in contatto col medico Eusebio e col medico Giacomo, che tante belle cose hanno potuto fare tramite te. Questi fratelli non se ne andranno, ma anzi, rimarranno con noi e faranno parte integrante del nostro staff, per dirla con una parola moderna. Saremo il “Centro Medico Spirituale”, ed agiremo secondo le direttive che perverranno dallo stesso Padre, che guiderà il nostro operato in ogni momento. D’ora in avanti, quando qualche fratello o qualche sorella ti chiederà un parere medico, tu farai capo a me, chiamami e noi tre verremo da te ad ascoltare e a visitare la persona, anche se sarò io il, diciamo, primario, ed Eusebio e Giacomo i miei assistenti. Loro hanno accettato questa situazione, così nuova, con entusiasmo, perché hanno capito che assieme a me faranno molta strada nella loro crescita spirituale. Dopo ti farò parlare con loro, adesso devo parlarti di me. Come hai visto nel film e letto nelle mie biografie, io ho sempre considerato la mia professione come una missione di apostolato, ed utilizzavo ciò che guadagnavo visitando i ricchi, per aiutare i poveri, aggiungendo talmente tanto di mio, da rimanere solo con l’unica proprietà della casa dei miei genitori e quei pochi mobili che mi servivano per mangiare, dormire e ricevere gli ammalati, ma tutto questo non mi toccava, quello che contava era solamente la convinzione di poter salvare più corpi e più anime possibile. La mia morte, che è arrivata quando ancora avrei avuto moltissimo da dare, è stato il dono che il Padre mi ha fatto, togliendomi dal mare di dolore e di sofferenze nel quale ormai navigavo con amore, da tanti anni. Il film e le mie biografie non danno il quadro completo del mio agire, poiché il mio mondo interiore, i miei dialoghi con Dio, l’immensità dell’amore che provavo per la mia gente, erano racchiuse nello scrigno del mio cuore, e nessun biografo le ha mai potute vedere, ma erano veramente grandi. Forse quello che ho detto può sembrare un vanto, un modo di mettermi in mostra e di gloriarmi, ma non è assolutamente così, è solo un inno di gloria e di ringraziamento che io rivolgo al Padre, al Figlio e allo Spirito d’Amore, perché tutto ciò che io ho fatto, l’ho fatto su ispirazione della Santissima Trinità e non per mia volontà, o meglio, la mia volontà è servita solo per eseguire la volontà di Dio. In ogni essere umano sofferente, io vedevo Gesù sofferente, e come tale io lo consideravo. Vedevo poi, dentro ogni corpo, che esisteva un’anima, più o meno bella, più o meno pulita, e allora mi davo da fare per curare soprattutto questa, oltre al corpo, perché la guarigione di un’anima ammalata, era mille volte più importante della guarigione di un corpo. Una delle mete che più mi prefiggevo, era vincere la sofferenza, e a questo fine avevo dedicato il mio tempo libero dal lavoro e dalla preghiera, alla ricerca scientifica, per scoprire sempre più cose che mi potessero aiutare nella mia battaglia. Ecco anche uno dei motivi che mi impedirono di formare una famiglia: perché me ne mancava il tempo. Alcuni degli episodi che hanno presentato nel film sono realmente accaduti, altri sono stati molto romanzati, specialmente i miei rapporti con il carissimo amico Giorgio, ma l’ultimo, quello del nostro incontro nella casa deserta, quando io gli consegnai l’anello della madre e gli dissi che il bambino Antonio era suo figlio, è pura verità, come fu pura verità il fatto che in quel momento si stava svolgendo il funerale del mio corpo, e quello che parlò con Giorgio e che lo abbracciò nel salutarlo, era solo la mia immagine che il Padre mi aveva permesso di materializzare, per poter fare l’ultima delle mie buone azioni. Ma, ripeto, non dico ciò per vantarmi, ma solo per glorificare la potenza e l’Amore che Dio riversò su di me, e che io, nel mio piccolo, cercai di restituirgli amando il mio prossimo e, in un certo senso, dando la mia vita per poterlo aiutare meglio. Ma avremo modo in seguito di approfondire queste cose, perché un lungo cammino di lavoro ci aspetta, te, me, Francesco, Eusebio, Giacomo e chi altri vorrà darci una mano. Nell’attesa di cominciare, io ti saluto e ti do la mia benedizione, che arriva direttamente da Dio. Prima di andare, però, voglio che anche i tuoi amici ti possano salutare. Che la Luce di Dio sia sempre su di voi. GIUSEPPE.
Immediatamente sono seguiti i messaggi dei miei amici medici che da anni mi seguono con i loro consigli, i quali adesso sono stati nominati "Assistenti" di Moscati e assieme a lui hanno formato il C.M.S. ovvero il Centro Medico Spirituale. Caro Domenico, sono Eusebio. Sono senza parole per l’onore che mi è stato fatto da questa grande Luce che mi ha voluto come suo collaboratore. D’ora in avanti sarà lui a parlare, ma ricorda che io e Giacomo gli saremo sempre vicini, e di conseguenza, anche noi saremo con te e con i fratelli che chiederanno il nostro aiuto. Io non ho parole per ringraziarti per tutto il bene che mi hai fatto, dandomi la possibilità, prima, di uscire dal buio, poi di conoscere Giacomo che mi ha guidato alla Luce di Dio, ed infine il fratello Giuseppe che mi ha scelto come suo aiutante. Sono felice e ringrazio Dio per aver concesso a me, ultimo dei peccatori, di arrivare dove mi hanno portato. Grazie a tutti, e che Dio vi benedica. EUSEBIO.
Caro Domenico, ci sono anch’io, Giacomo. Anch’io sono al culmine della felicità per quello che è successo e che succederà d’ora in avanti, ed anche io devo ringraziare, prima di tutti, L...., che mi ha fatto conoscere da te, poi la tua Guida Francesco che ci guida la mano, ed infine tu che sei stato il nostro portavoce ed amanuense. Grazie, grazie di cuore a tutti. Ti prego di portare il mio particolare saluto a L... e ad I...., che fra non molto tempo potrò rivedere di persona, e a te, ancora, il mio grazie più sincero e la mia benedizione. GIACOMO. -----------------------------------------------------------------------
Da quel giorno è iniziata una bellissima collaborazione che dura tutt’ora, e che da pochi giorni si è arricchita di un nuovo arrivo, il dottor Alberto Rinaldi, di cui parlerò un’altra volta, adesso è un po’ prematuro. |