Era Della Luce

"Oggi sarai con me in paradiso"
view post Posted on 5/11/2009, 00:05
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 8/12/2009, 00:25


Per me, semplicemente stupenda!

Vorrei mi facessi un regalo, Signore,
nel giorno della mia morte.
Quel giorno vicino o lontano,
nell'imprevisto o nella malattia,
con la mente lucida o appannata,
con i sensi svegli o addormentati,
con la presenza di chi mi ama o nella solitudine più profonda,
con il terrore della fine o con la serenità del passaggio,
vorrei fossi lì a sostenermi,
sussurrando la tua Parola nella mia anima.

Vorrei sentire la tua presenza,
la tua comprensione e la tua speranza.
Vorrei la certezza che lenisce i rimpianti,
vorrei il saluto che cancella ogni dubbio,
vorrei l'abbraccio che conferma il perdono.
Vorrei sapere anche da te
che la mia vita non è trascorsa invano,
che tutte le sofferenze hanno trovato un senso,
che tu sarai il garante dell'esistenza migliore.

Vorrei poter lasciare qualcosa di esemplare,
vorrei fare sintesi con parole o gesti ad effetto
o almeno esserti fedele, solo per quel giorno.
Invece so che sarò - anche in quel momento -
sempre io, con il mio bagaglio di imperfezioni,
con le mie ceste di frutti acerbi e di frutti maturi,
con i miei grandi interrogativi
e nessuna risposta sicura e definitiva.
Per questo non posso che confidare in te,
implorando soltanto di tenermi in considerazione,
di ricordarti di me, dall'alto del tuo Regno.

Se quel giorno, poi,
mi facessi il dono dell'evidenza della Fede,
forse potrei percepire anch'io
quella frase che - son sicuro -
vorresti far sentire a tutti:
"Oggi sarai con me in paradiso".

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Ehi mà... sto bene, anche tu mi manchi... ma la disperazione mi confonde... e su, mà! (David)
La vita è un paradosso. Siete discesi per soffrire e, soffrendo, conquistarvi la gioia e la felicità ma invece, voi, una volta discesi, volete la gioia per trovare di là il dolore. (Pirandello)
 
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view post Posted on 5/11/2009, 09:25
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 3/12/2009, 10:26


cara ivana è bellissima, mentre la leggevo la sentivo proprio dentro.
Tua? arrivata dal cielo? trovata?
un abbraccio denny

 
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view post Posted on 5/11/2009, 20:37
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 4/12/2009, 14:35


stupenda davvero. Da dove salta fuori? non l'ho mai sentita.
Mi piace molto il passaggio:

CITAZIONE
Invece so che sarò - anche in quel momento -
sempre io, con il mio bagaglio di imperfezioni,
con le mie ceste di frutti acerbi e di frutti maturi,
con i miei grandi interrogativi
e nessuna risposta sicura e definitiva.

...siamo sempre così minuscoli rispetto alla sua immensità!

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view post Posted on 6/11/2009, 00:06
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 8/12/2009, 00:10


Veramente bellissima, peccato che la foto non sia riuscito ad aprirla.

 
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view post Posted on 6/11/2009, 16:07
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 8/12/2009, 00:25


Non ti preoccupare della foto, Dom, forse sono proprio io che non l'ho inserita nel modo giusto. Ma non è niente di speciale.
Sono contenta che anche a voi sia piaciuta... da dove salta fuori?
Dall'apertura casuale di una pagina di un libro che ho, fra i tanti che c'erano, scelto di comprare in un seminario tenuto da don Sergio Messina.
E quell'apertura a caso mi è servita per scegliere di comprare proprio quel libro: "Suo Padre uscì a supplicarlo".

Trovo anche questa molto bella:

Nessuno ha mai visto Dio,
ma tu, Signore Gesù, hai tolto il velo che lo deformava
e ci hai spiegato com'è, in verità.
Non è un dispotico tiranno pagano,
nè un idolo assetato di sangue e sacrificio,
nè un ragioniere che tiene il conto dei nostri peccati.
Dio è semplicemente un Padre
che tiene alle sue creature ad una ad una
veglia su di esse e le custodisce
facendo in modo che abbiano tutto ciò di cui hanno bisogno.
Non è un vecchietto disperso tra le nuvole,
nè un motore immobile di aristoteliana memoria,
nè un vago essere lontanissimo dai viventi.
Dio ha posto la sua immagine dentro l'uomo
e l'ha ritrovata perfetta in Gesù di Nazareth,
tanto da riconoscerlo come suo Figlio,
rendendo visibile la sua vita imperitura,
accogliendolo come paradigma e giudice nel suo universo,
capace di salvare e giustificare gli uomini
avendo provato i limiti e le difficoltà della loro vita.
Non è un individuo confinato nel passato,
o nascosto in un posto irraggiungibile,
il sacro che gode della separazione da chi ha creato.
Dio nel tempo presente è puro Spirito
che assiste e vivifica ogni essere,
è garante e voce della Verità,
è il Consolatore della condizione umana.
Dio è qui, in mezzo a noi,
misteriosamente e realmente,
anche se non lo possiamo vedere,
ma soltanto constatare l'effetto
della sua azione buona,
nel mondo, negli altri, in noi.

Ehi mà... sto bene, anche tu mi manchi... ma la disperazione mi confonde... e su, mà! (David)
La vita è un paradosso. Siete discesi per soffrire e, soffrendo, conquistarvi la gioia e la felicità ma invece, voi, una volta discesi, volete la gioia per trovare di là il dolore. (Pirandello)
 
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view post Posted on 6/11/2009, 22:17
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Bellissime entrambe, IVANA,veramente.......... image

 
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view post Posted on 6/11/2009, 23:58
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...Dio è semplicemente un Padre
che tiene alle sue creature ad una ad una
veglia su di esse e le custodisce...


image

"Io sono la Luce del mondo, chi crede in Me, anche se muore, vivrà" [GESU']
 
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view post Posted on 9/11/2009, 10:02
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È tutta vera...ma particolarmente più vera del resto è - per me personalmente - questa parte:

Dio nel tempo presente è puro Spirito
che assiste e vivifica ogni essere,
è garante e voce della Verità,
è il Consolatore della condizione umana.
Dio è qui, in mezzo a noi,
misteriosamente e realmente,
anche se non lo possiamo vedere,
ma soltanto constatare l'effetto
della sua azione buona,
nel mondo, negli altri, in noi.

Sono andata a curiosare in internet ed ho visto che vi sono altri libri che ha scritto Don Sergio Messina: "vivere il morire" è quello che, al momento, su due piedi, mi attira più di altri. In effetti tratta di malati che hanno malattie irreversibili, dal momento che lui si occupa ed assiste malati terminali a Torino.

Ivana, come lo hai "scoperto"?

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view post Posted on 11/11/2009, 16:59
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Don Sergio Messina, come relatore e consigliere spirituale, partecipa a molti convegni sul tema della vita oltre la vita ed io, avendone frequentati alcuni, avrei avuto modo di poterlo ascoltare se non fosse che i suoi interventi sono stati sempre programmati in orari in cui io non potevo essere presente.
Ma ho sentito i commenti entusiasti di chi lo ha ascoltato e, l'occasione di conoscerlo ed ascoltarlo a Cesena, non me la sono fatta sfuggire!
E' un profondo conoscitore della vita di Gesù... conoscenza che va oltre le sacre scritture perchè lui stesso, molte volte, si reca nei luoghi dove ha vissuto Gesù per ricercare e integrare ciò che non si trova altrove...
Per meglio compredere ricopio quella che lui ha scritto e definito la "Carta d'identità" di Gesù di Nazaret.
Nome: Yesua, figlio di Giuseppe e di Maria. Soprannome: Maschiah.
Nato: a Nazaret
Professione: artigiano di villaggio che lavora il legno. Non appartiene allo strato sociale più basso.
Famiglia: ha fratelli e sorelle. La sua famiglia è religiosa e osservante.
Studi: non ha fatti studi particolari e non è uno scriba o sacerdote.
Stato civile: celibe, con molta probabilità
Durata della vita pubblica: non si hanno precise notizie. Per i sinottici egli operò soprattutto in Galilea con qualche diversivo nei territori confinanti, mentre Gerusalemme appare solo la breve tappa finale.
Discepoli: persone che egli associa alla sua missione. Non subiranno persecuzione dai Romani.
Fatti essenziali della sua vita: 1. Gesù fu battezzato dal Battista. 2. Fu un galileo che predicò e risanò. 3. Chiamò dodici discepoli. 4. Limitò la sua attività a Israele. 5. S'impegnò in una controversia a proposito del tempio. 6. Fu crocifisso fuori di Gerusalemme dalle autorità romane. 7. Dopo la sua morte i discepoli continuarono come movimento identificabile. 8. Alcuni giudei perseguitarono parte del nuovo movimento.
Morto: per crocefissione intorno all'anno 30 durante il governatorato di Ponzio Pilato.

Poi continua con la Causa della sua crocifissione.
Se interessa potrò continuare a scrivere.

Ehi mà... sto bene, anche tu mi manchi... ma la disperazione mi confonde... e su, mà! (David)
La vita è un paradosso. Siete discesi per soffrire e, soffrendo, conquistarvi la gioia e la felicità ma invece, voi, una volta discesi, volete la gioia per trovare di là il dolore. (Pirandello)
 
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view post Posted on 12/11/2009, 00:22
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Non so cosa aspetti!
E' come tu abbia raccontato un giallo e ti sia fermata prima di rivelare il nome dell'assassino!
Eh no, non puoi lasciarci così col fiato sospeso!
Resto quindi in attesa.
Ciao.

 
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view post Posted on 12/11/2009, 14:42
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Allora torno a farti respirare, Dom!
Causa della sua crocifissione:
- troppo radicale era la sua critica alla religiosità tradizionale. Mt 7,12: “Tutta la Torah e i Neviim si racchiudono in questa sola frase: Fai agli altri quello che vuoi che gli altri facciano a te”;
- troppo arrogante appariva la sua protesta contro gli affari dei custodi e dei sfruttatori del tempio;
- troppo scandaloso appariva il suo sodalizzare con il popolo comune che non conosceva la legge e il suo frequentare violatori notori della legge;
- troppo pesante era la sua critica ai circoli dominanti che non potevano che sentirlo scomodo per il suo numeroso seguito tra il popolo.
Di lui non si possiedono scritti, statue, immagini.
Fonti non cristiane: Giuseppe Flavio (Antiquitates, 20,9,1) due righe di Svetonio (Vita di Claudio 25,4), dieci di Tacito (Annales 15,44) una pagina di Plinio (lettera 96). Circa cento anni dopo la sua nascita.
Fonti cristiane: Vangeli, Atti degli Apostoli, Lettere di suoi discepoli; di Paolo, di Ignazio di Antiochia.
Chi ha divulgato per primo il suo messaggio? Paolo, un fariseo shammanita che nei suoi viaggi ha portato la notizia che Gesù è il Messia.

Il denominatore comune. “Quello che è venuto dopo ha creato ciò che era venuto prima”
- Gli scritti che parlano di Gesù sono disuguali, eterogenei, a volte persino contradditori. Eppure tutti sono strettamente legati alla storia di Gesù di Nazareth. A lui isuoi seguaci diedero il più alto titolo onorifico che degli ebrei potessero conferire ad un uomo: Mashiah (ebraico), Meshiai (aramaico), Cristos (greco) che significa l’Unto o l’Inviato di Dio.
- Gli scritti che parlano di Gesù sono stati scritti da ebrei, profondamente credenti in un unico Dio, legati tutti alle categorie mentali tipiche di un ebreo: il problema della salvezza, una visione della storia che ha un inizio e una fine, l’indispensabile presenza di profeti che parlano al posto di Dio, un libro rivelato dato una volta per tutte, la necessità di regole morali richieste da Dio stesso, l’escatologia sempre imminente.
- Gli scritti che parlano di Gesù concentrano il loro interesse sullo stile di vita di questa persona concreta che non si è lasciata ridurre a nessuna formula definitiva. Egli è un profeta che ha rifiutato il catastrofismo del Battista e dei circoli apocalittici, è un carismatico, un guaritore che riusciva a guarire i malati fisici e i malati psichici, un esorcista; ed in questo ha visto la potenza di Dio, una potenza liberante, presente nel suo piccolo mondo che nell’arco di breve tempo dominerà perfettamente sulla storia. “Vieni, Signore” (in aramaico Maranà tha) è l’ultima frase della Bibbia. Egli è l’evangelista di questa regalità escatologica di Dio: la svolta della storia era cominciata con lui.
- Gli scritti che parlano di Gesù mostrano una persona da un ethos radicale. Basta pensare alla sua visione del matrimonio, all’imperativo di amare i nemici, alla assoluta attenzione solo a ciò che c’è dentro l’uomo con conseguente assoluta disattenzione per tutto ciò che è esteriorità.
- Gli scritti che parlano di Gesù narrano i suoi miracoli (non più di 30 in tutto), ma essi sono segni, indizi, non prove processuali. Tutti insistono sul fatto che Gesù richiedeva la fede in lui, non una fede fondata sul suo potere di taumaturgo. Questa fede in lui nessuno di chi ha scritto l’ha ottenuta fino a dopo la Pasqua, quando i suoi discepoli hanno avuto l’esperienza che il Maestro viveva.
- Gli scritti che parlano di Gesù ci dicono che egli era un itinerante spesso seguito da discepoli e da un gruppo di donne. Un apolide senza casa e senza lavoro. Un asociale che aveva fatto mancare due braccia lavorative. Disonore per la famiglia e disprezzato dall’ambiente. Particolare attenzione Gesù mostra nei confronti dei “dodici”, per il grande significato simbolico che questo numero aveva nell’ambiente Israelitico
- Gli scritti che parlano di Gesù non sono opera di storiografi. Sono opera di persone credenti che vogliono rendere testimonianza della sua resurrezione, della condizione messianica di questo profeta Galileo e della sua morte salvifica. Tre eventi storicamente incontrollabili.
- Gli scritti che parlano di Gesù fanno riferimento alla sua resurrezione come all’elemento determinante la loro fede in Gesù Messia. E’ importante nuovamente ricordare che la resurrezione appartiene alla fede ed è successiva alla vita e alla morte di Gesù. La ricerca storica non può avere elementi di documentazione su di essa.-

2/a. Questione: Gesù sapeva tutto o anche lui viveva la sua esperienza di fede, come tutti noi?

Sei di nuovo con il fiato sospeso?

Ehi mà... sto bene, anche tu mi manchi... ma la disperazione mi confonde... e su, mà! (David)
La vita è un paradosso. Siete discesi per soffrire e, soffrendo, conquistarvi la gioia e la felicità ma invece, voi, una volta discesi, volete la gioia per trovare di là il dolore. (Pirandello)
 
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view post Posted on 13/11/2009, 00:03
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 8/12/2009, 00:10


Sì, sono di nuovo col fiato sospeso perché in quella che è la descrizione di Cristo fatta all'inizio della tua narrazione, mi riconosco anche io come un ribelle e un avversario senza paura per quelle che erano ( e sono oggi) le prepotenze di certa classe dominante (sia civile che religiosa), e come giornalista ho sempre combattuto (come Don Chisciotte) contro l'arroganza, la superbia, la mancanza di rispetto verso il prossimo e la spocchia di chi si trova a comandare.
Sicuramente in qualche capannone del mio paese, si stanno già forgiando i chiodi ed è già stato abbattuto l'albero dal quale stanno ricavando i due travi per la mia crocifissione.
Se un giorno verrete a conoscenza della mia uccisione, sappiate che il motivo è solo questo: sono uno strarompi che ha il pallino della Giustizia e delle cose fatte secondo la Legge, quindi all'indice e al boicottaggio.
Ma meglio stare zitti, almeno così non trascino nessuno nella mia caduta.
Scusami lo sfogo e continua nella narrazione.
Ciao. Dom.

 
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11 replies since 5/11/2009, 00:05
 

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