Allora torno a farti respirare, Dom!
Causa della sua crocifissione:- troppo radicale era la sua critica alla religiosità tradizionale. Mt 7,12:
“Tutta la Torah e i Neviim si racchiudono in questa sola frase: Fai agli altri quello che vuoi che gli altri facciano a te”;- troppo arrogante appariva la sua protesta contro gli affari dei custodi e dei sfruttatori del tempio;
- troppo scandaloso appariva il suo sodalizzare con il popolo comune che non conosceva la legge e il suo frequentare violatori notori della legge;
- troppo pesante era la sua critica ai circoli dominanti che non potevano che sentirlo scomodo per il suo numeroso seguito tra il popolo.
Di lui non si possiedono scritti, statue, immagini.
Fonti non cristiane: Giuseppe Flavio (Antiquitates, 20,9,1) due righe di Svetonio (Vita di Claudio 25,4), dieci di Tacito (Annales 15,44) una pagina di Plinio (lettera 96). Circa cento anni dopo la sua nascita.
Fonti cristiane: Vangeli, Atti degli Apostoli, Lettere di suoi discepoli; di Paolo, di Ignazio di Antiochia.
Chi ha divulgato per primo il suo messaggio? Paolo, un fariseo shammanita che nei suoi viaggi ha portato la notizia che Gesù è il Messia.
Il denominatore comune. “Quello che è venuto dopo ha creato ciò che era venuto prima”
- Gli scritti che parlano di Gesù sono disuguali, eterogenei, a volte persino contradditori. Eppure tutti sono strettamente legati alla storia di Gesù di Nazareth. A lui isuoi seguaci diedero il più alto titolo onorifico che degli ebrei potessero conferire ad un uomo:
Mashiah (ebraico), Meshiai (aramaico), Cristos (greco) che significa l’Unto o l’Inviato di Dio.
- Gli scritti che parlano di Gesù sono stati scritti da ebrei, profondamente credenti in un unico Dio, legati tutti alle categorie mentali tipiche di un ebreo: il problema della salvezza, una visione della storia che ha un inizio e una fine, l’indispensabile presenza di profeti che parlano al posto di Dio, un libro rivelato dato una volta per tutte, la necessità di regole morali richieste da Dio stesso, l’escatologia sempre imminente.
- Gli scritti che parlano di Gesù concentrano il loro interesse sullo
stile di vita di questa persona concreta che non si è lasciata ridurre a nessuna formula definitiva. Egli è un profeta che ha rifiutato il catastrofismo del Battista e dei circoli apocalittici, è un carismatico, un guaritore che riusciva a guarire i malati fisici e i malati psichici, un esorcista; ed in questo ha visto la potenza di Dio, una potenza liberante, presente nel suo piccolo mondo che nell’arco di breve tempo dominerà perfettamente sulla storia. “Vieni, Signore” (in aramaico Maranà tha) è l’ultima frase della Bibbia. Egli è l’evangelista di questa regalità escatologica di Dio: la svolta della storia era cominciata con lui.
- Gli scritti che parlano di Gesù mostrano una persona da un ethos radicale. Basta pensare alla sua visione del matrimonio, all’imperativo di amare i nemici, alla assoluta attenzione solo a ciò che c’è dentro l’uomo con conseguente assoluta disattenzione per tutto ciò che è esteriorità.
- Gli scritti che parlano di Gesù narrano i suoi
miracoli (non più di 30 in tutto), ma essi sono segni, indizi, non prove processuali. Tutti insistono sul fatto che Gesù richiedeva la fede in lui, non una fede fondata sul suo potere di taumaturgo. Questa fede in lui nessuno di chi ha scritto l’ha ottenuta fino a dopo la Pasqua, quando i suoi discepoli hanno avuto l’esperienza che il Maestro viveva.
- Gli scritti che parlano di Gesù ci dicono che egli era un
itinerante spesso seguito da discepoli e da un gruppo di donne. Un apolide senza casa e senza lavoro. Un asociale che aveva fatto mancare due braccia lavorative. Disonore per la famiglia e disprezzato dall’ambiente. Particolare attenzione Gesù mostra nei confronti dei “dodici”, per il grande significato simbolico che questo numero aveva nell’ambiente Israelitico
- Gli scritti che parlano di Gesù non sono opera di storiografi. Sono opera di persone
credenti che vogliono rendere testimonianza della sua resurrezione, della condizione messianica di questo profeta Galileo e della sua morte salvifica. Tre eventi storicamente incontrollabili.
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Gli scritti che parlano di Gesù fanno riferimento alla sua resurrezione come all’elemento determinante la loro fede in Gesù Messia. E’ importante nuovamente ricordare che la resurrezione appartiene alla fede ed è successiva alla vita e alla morte di Gesù. La ricerca storica non può avere elementi di documentazione su di essa.-
2/a. Questione: Gesù sapeva tutto o anche lui viveva la sua esperienza di fede, come tutti noi?Sei di nuovo con il fiato sospeso?
Ehi mà... sto bene, anche tu mi manchi... ma la disperazione mi confonde... e su, mà! (David)
La vita è un paradosso. Siete discesi per soffrire e, soffrendo, conquistarvi la gioia e la felicità ma invece, voi, una volta discesi, volete la gioia per trovare di là il dolore. (Pirandello)